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22/03/2018

I GIOIELLI DI GIO’ POMODORO AL MUSEO DEL GIOIELLO DI VICENZA

Inaugurata ieri e da oggi aperta al pubblico la mostra “I gioielli di Gio’ Pomodoro: il segno e l’ornamento”. Oltre sessanta opere del genio di Gio’ Pomodoro sono da oggi visitabili al Museo del Gioiello di Vicenza, lo spazio museale all’interno della Basilica Palladiana, il primo in Italia e uno dei pochi al mondo dedicato esclusivamente al gioiello, gestito da Italian Exhibition Group S.p.A. (IEG) - in partnership con il Comune di Vicenza. Le opere orafe del grande artista saranno esposte in una retrospettiva temporanea visitabile fino al 2 settembre 2018. La mostra “I gioielli di Gio’ Pomodoro: il segno e l’ornamento”, curata da Paola Stroppiana, presenta un’ampia  selezione della produzione artistica del maestro. Nella rassegna si possono ammirare molte opere provenienti da collezioni private raramente esposte al pubblico.

Alla vernice della mostra era presente il figlio Bruto Pomodoro, che assieme al Direttore Divisione Jewellery & Fashion di IEG Marco Carniello e accompagnato dalla curatrice Paola Stroppiana e dalla direttrice del museo Alba Cappellieri hanno illustrato le opere presenti a Vicenza e ripercorso la storia artistica del Maestro marchigiano. All’evento sono intervenuti in rappresentanza del comune di Vicenza l’assessore Filippo Zanetti e per la Regione Veneto l’assessore Elena Donazzan.

L’omaggio al Maestro Gio’ Pomodoro (Orciano di Pesaro, 1930 – Milano, 2002) orafo, incisore, scultore e scenografo, avviene a 16 anni dalla sua scomparsa. La mostra è una preziosa occasione per portare all’attenzione del pubblico il contributo del grande scultore alla moderna concezione di “gioiello d’artista” come opera d’arte in sé compiuta, e alla codificazione di tale fenomeno critico nell’Italia del secondo dopoguerra.

Per la curatrice Paola Stroppiana “In tutti i gioielli convivono una grande capacità di progettazione, il segno, intellettualmente espresso in disegni di rara bellezza, e l’ornamento, frutto di un ricco archivio di riferimenti alla cultura classica e alla dimensione rituale-metafisica. Pomodoro seppe inoltre mantenere uno stretto legame con la produzione scultorea, trasponendo nei gioielli, e viceversa, gli esiti delle proprie ricerche plastiche, dalle Tensioni e Folle ai Gusci, dai Contatti ai Soli”. Di grande interesse è la linea seriale di gioielli progettati per la GEM del cognato Giancarlo Montebello alla metà degli anni ‘70, uno dei primi esperimenti di produzione seriale di “gioielli d’arte economici”, e la realizzazione di un taccuino di 38 tavole per prototipi di tagli in pietra dura, molti dei quali esposti in mostra, per l’azienda Cesari&Rinaldi dell’inizio degli anni ’90.


Il percorso espositivo presenta un’accurata selezione di gioielli, tutti provenienti da importanti collezioni private. Oltre sessanta opere che coprono un arco temporale di quasi mezzo secolo. Un racconto che si snoda a partire dai primi anni ‘50, testimoniando il passaggio dal figurativo all’Informale, sino ai gioielli in lamina d’oro puro sbalzato e fusione nell'osso di seppia. Si passa al geometrismo degli anni ‘70, dove all’elemento meccanico si affianca uno spiccato uso di smalti colorati (inclusi gli esemplari esposti al Guggenheim di New York nel 1994 nell’ambito della mostra The Italian Metamorphosis, 1943–1968), per giungere alla estrosità figurale degli esemplari degli anni ’80, ai gioielli seriali, ai prototipi e alle nuove sperimentazioni degli anni ‘90 sulle pietre dure. 

Museo del Gioiello